Smartphone, Huawei minaccia la leadership di Samsung

Huawei, produttore cinese di smartphone.

A molti il nome Huawei potrà non dire niente ed essere sconosciuto per la maggior parte dei consumatori, ma la società cinese sta diventando una minaccia sempre più preoccupante per Samsung, il più grande produttore mondiale di smartphone. L’ascesa di Huawei è indicativa della crescita nel settore della telefonia mobile che sta avvenendo soprattutto fuori dalla Cina, in mercati emergenti dove molte persone stanno sostituendo il proprio telefono cellulare con un nuovo smartphone. Il mercato interno cinese degli smartphone è praticamente saturo e mostra segnali di rallentamento, mentre Huawei continua ad espandersi rapidamente in America Latina, Africa e Medio Oriente.

L’attività principale di Huawei finora ha riguardato la fornitura di apparecchiture di rete ad un gran numero di operatori di telefonia mobile nel mondo, con stretti rapporti di collaborazione. Negli ultimi anni ha puntato molto sul business degli smartphone, ottenendo un’importante fonte di profitti. Nel secondo trimestre del 2014 Huawei è stato il terzo produttore al mondo di smartphone, con una quota di mercato che ha raggiunto il 6,9%. Nel frattempo la quota di Samsung è scesa dal 32 al 25%, mentre per Apple il calo è stato inferiore, dal 13 al 12%. Le vendite di dispositivi Huawei nell’ultimo trimestre sono aumentate del 95% rispetto all’anno precedente, quasi raddoppiate quindi, con la crescita più rapida in assoluto tra i principali produttori di cellulari. Questa situazione, secondo gli analisti, costituisce una minaccia più per Samsung che per Apple, in quanto sia la società cinese che quella sudcoreana si occupano di smartphone Android di varie fasce di prezzo.

In una recente intervista con il Wall Street Journal, Richard Yu, CEO di Huawei, ha parlato del futuro degli smartphone e delle strategie dell’azienda di Shenzhen per competere con la concorrenza, ha risposto alle domande sull’inserimento di Huawei nel settore, i vantaggi per chi scegli i prodotti della sua azienda e anche qualche pensiero su Android e Tizen. Richard Yu, CEO di Huawei.
Di seguito un sunto delle sue repliche e delle sue opinioni.
Quando una decina di anni fa le compagnie telefoniche hanno iniziato a lanciare le reti mobili di terza generazione, i telefoni 3G erano ancora molto costosi. Allora Huawei produceva telefoni senza il proprio marchio, ma che venivano venduti con il nome degli operatori telefonici con cui collaborava. Dopo il lancio di iPhone da parte di Apple si sono dedicati alla progettazione di smartphone, sempre per i clienti che li commercializzavano con il proprio marchio. I principali fornitori di dispositivi Android erano HTC e Samsung, pochi altri, così Huawei decise di vendere i propri smartphone, di buona qualità, con il proprio brand.

Attualmente nel mercato, soprattutto in Cina, ci sono troppi produttori di smartphone. Alcuni dei grandi venditori stanno scomparendo e molti dei produttori hanno dei problemi, mentre Huawei sta crescendo anche in termini di benefici, non solo per vendite e ricavi. Lo scorso hanno sono stati il terzo fornitore per vendite, con 52 milioni di smartphone, mentre l’obiettivo per quest’anno è superare gli 80 milioni. Anche altre marche, più conosciute, offrono prodotti molto buoni, ma Huawei è principalmente un fornitore di apparecchiature per le telecomunicazioni in tutto il mondo, sia per la telefonia fissa che per quella mobile. Huawei può dare un maggior supporto alle tecnologie di rete rispetto agli altri produttori. L’azienda cinese stanzia anche importanti risorse per la ricerca e lo sviluppo del software, oltre che per Android, con un team composto da oltre 2mila persone ed investimenti sempre crescenti ogni anno.
Per un paio di anni Huawei ha anche provato ad utilizzare il sistema Windows Phone, ma è stato difficile convincere i consumatori ad acquistare un telefono con questo sistema operativo. Non è stato vantaggioso e ci sono state delle consistenti perdite, decidendo di dedicarsi ad Android, l’unica alternativa possibile, con buoni rapporti di collaborazione con Google.