La pizza napoletana come “patrimonio dell’Umanità”

La vera pizza napoletana.

La pizza, si sa, è un grande orgoglio per la cucina italiana ed uno simboli del nostro Paese di cui andiamo più fieri nel mondo. Fra un po’, però, per la pizza napoletana potrebbe arrivare un riconoscimento davvero prestigioso che la andrà ad inserire tra i beni che l’Unesco considera “patrimonio dell’Umanità”. Lucio Alberto Savoia, il segretario generale dell’Unesco in Italia, ha infatti ricevuto quasi 30mila firme con le quali si chiede che l’organizzazione culturale delle Nazioni Unite conceda tale riconoscimento alla nostra amata pizza. La rivendicazione, guidata dal parlamentare ed ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, è sorta lo scorso settembre da una petizione pubblicata sul sito change.org, ottenendo rapidamente il supporto di migliaia di utenti internet.

“Chiediamo che si riconosca la pizza come patrimonio dell’Umanità perchè costituisce una parte fondamentale del Made in Italy e della cultura di questo Paese”.

Ogni anno la commissione nazionale dell’Unesco presenta la candidatura di beni immateriali per competere a livello internazionale e diventare “patrimonio dell’Umanità”; proprio questo è l’obiettivo della raccolta firme, per dimostrare l’appoggio dei cittadini affinchè la pizza napoletana e l’arte di prepararla vengano scelti per il 2016. Nel caso di esito positivo, che non sembra una cosa poi tanto impossibile, la pizza si andrà ad unire agli altri patrimoni culturali intangibili italiani che già possono vantare questo particolare riconoscimento: l’opera dei pupi siciliani, la liuteria di Cremona con i suoi formidabili e tradizionali violini, il canto a tenore sardo e quattro processioni religiose cattoliche.
Già nel febbraio del 2010 la pizza napoletana è stata riconosciuta dall’Unione Europea come “Specialità Tradizionale Garantita”. Il nuovo riconoscimento Unesco potrebbe aiutare a garantire che le pizze di tutto il mondo siano preparate con prodotti di origine italiana, meglio se secondo il modo tradizionale di preparazione.

Come deve essere la pizza perfetta?

La pizza napoletana deve avere un diametro non superiore ai 35cm e la pasta deve avere un peso tra i 180 ed i 250gr, cotta a 485°C per ottenere una consistenza morbida e leggermente elastica, con uno spessore nella parte centrale che non deve superare i 4mm mentre il bordo non deve superare 1-2cm, dal colore dorato. Il presidente dell’Associazione Pizzaioli Napoletani ha colto l’occasione per ribadire la necessità che la preparazione della pizza sia fatta da chi ha avuto una adeguata formazione nel campo.

I pizzaioli saranno gli ambasciatori di questa arte in tutto il mondo.

Intanto, per continuare la raccolta firme e la diffusione della campagna, l’iniziativa troverà posto alla quattordicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Villa d’Este di Cernobbio (Como), venerdi 17 e sabato 18 ottobre. Grazie ad un forno a legna allestito per l’occasione, tutti i visitatori e partecipanti potranno degustare una buonissima pizza e sensibilizzarsi sull’importanza del suo riconoscimento come patrimonio Unesco. La settimana successiva invece, dal 23 al 27 ottobre, l’iniziativa si sposterà a Torino al “Salone del Gusto e Terra Madre 2014”. Il sostegno all’iniziativa per la pizza napoletana sarà al nord probabilmente anche nel mese di novembre, forse nell’ambito di qualche evento correlato nei dintorini di Milano.