Oxford, si studia un vaccino sperimentale contro l’ebola

Sperimentazioni del vaccino per l'ebola.

Gli esperti dell’Università di Oxford hanno inziato gli studi clinici di un vaccino contro il virus ebola. I primi volontari, una sessantina circa, riceveranno una dose che contiene una piccola parte del materiale genetico del virus, che assicura che queste persone non contrarranno la malattia. Prima che i vaccini possano essere commercializzati, i medici hanno bisogno di diversi anni di studi clinici, ma la gravità del focolaio di ebola in Africa ha costretto ad accelerare questi esperimenti affinchè siano disponibili il più presto possibile.

Se i test di Oxford avranno successo, si prevede che il vaccino sia utilizzato per immunizzare gli operatori sanitari che si trovano nelle zone più colpite dalla malattia. Per il direttore del Jenner Institute di Oxford, a capo della sperimentazione, questo è uno straordinario esempio di come un vaccino possa arrivare velocemente ai test clinici attraverso la cooperazione internazionale. Gli esami del sangue dei volontari permetteranno di conoscere l’entità della risposta immunologica dell’organismo in un periodo di due-quattro settimane. Il vaccino è stato sviluppato dalla società farmaceutica britannica GlaxoSmithKline e dall’Istituto Nazionale della Sanità degli USA, con finanziamenti del Consiglio di Ricerca Medica del Regno Unito e del Dipartimento Britannico per la Cooperazione Internazionale. Lo studio degli esperti di Oxford si concentrerà sull’analisi della risposta immunologica del vaccino e sui potenziali effetti collaterali.

Anche i Paesi membri dell’Unione Europea hanno impegnato ulteriori 78 milioni di euro per la lotta contro l’ebola, ha annunciato il commissario europeo per gli aiuti umanitari. Questi contributi si vanno ad aggiungere ai 150 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione Europea per sostenere i tre Paesi africani maggiormente colpiti dalla diffusione del virus: Guinea, Sierra Leone e Liberia. Nella riunione del Parlamento Europeo tenutasi a Bruxelles, si è discusso anche della stima dell’ONU di circa 1 miliardo di euro per contenere l’epidemia. Anche le istituzioni europee devono perciò fare di più per contribuire a lottare contro l’ebola, un’ulteriore diffusione sarebbe ancora più difficile da contenere.