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Yahoo e Microsoft riducono il trattamento dei dati privati

I dati personali riguardanti gli utenti che effettuano le ricerche (IP, eventuali account loggati, etc) sono molto utilizzati dai vari motori di ricerca per diversi scopi: migliorare i propri servizi, visualizzare pubblicità personalizzate, geotargetizzazione e molto altro ancora. Questi dati sono conservati per molto tempo, mentre recenti (e passate) direttive dell’Unione Europea raccomandano maggior privacy per i dati riguardanti la comunicazione.

Yahoo ha deciso che utilizzerà i dati provenienti dalle ricerche sul proprio motore solo per 90 giorni, contro i precedenti 13 mesi in cui venivano conservati. Anche gli indirizzi IP presenti, da questo momento, saranno anonimizzati in modo che non possano essere relazionati con qualche persona. Sono scelte adottate per preservare l’efficacia dei propri modelli pubblicitari, proteggere gli utenti da frodi ed altri problemi di sicurezza, ma soprattutto per rispettare gli obblighi legali.

Anche Microsoft, per quanto riguarda Live Search, ha fatto sapere qualche giorno fa che è pronta per adeguarsi alle direttive comunitarie conservando i propri dati per 6 mesi, il massimo consentito. È imperativo che tutte le aziende che si occupano di ricerca - dice Peter Cullen, responsabile della privacy in Microsoft - adottino lo stesso standard per proteggere meglio la privacy delle persone.

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