A tasty selection of retrocomputing programs are made available at the Retrocomputing Museum, http://www.ccil.org/retro/.
Ma noi, noi non ci fermiamo agli emulatori. No, noi andiamo nelle cantine, negli sfasci, nei piccoli negozi sconosciuti, in cerca dell'hardware, di cio' che si puo' toccare. Con lo scopo, ovviamente, di rimetterlo nuovamente in grado di funzionare. Perche'? Nostalgia dell'infanzia, nostalgia di eventi che non si e' fatto in tempo a vivere, noia per gli odierni scatolotti privi di stile, chissa'... I vecchi dell'informatica possono ancora funzionare. Possono essere ancora usati. Riaccendeteli, rimanete ad ascoltare opachi rumori metallici, tichettii e sospiri, sommesse luci ammiccanti, il tempo digitale che parla. Spegnete per un momento il vostro PC, spegnete le luci, ed ascoltate.
La parola al nostro psicologo, Cavour (ora Maccabeo):
D'altra parte, molto piu' semplicemente, spiega Piero Cavina:
Romanticheggia Angelo Fonzeca:
Qualche tempo dopo, Bradipo propone la sua versione:
Ne approfitta Leonardo, uno dei piu' "giovani" del gruppo, per dire la sua:
Per quello che riguarda la mia opinione, limitatevi a non contraddirmi.
Ma anche il posto in cui raccontare delle proprie avventure, tristi o felici che siano.
Compravendita? Ma si, perche' no.
Parlando di una fiera, dopo essersi lamentato dello scarso bottino, SoNic scrive:
Rete IRC: Azzurra ( http://www.azzurra.it/irc/italian/server.htm)
Canale: #retrocomputing o #oldx
Ora: tarda serata, generalmente dopo le 22:00, per #retrocomputing. Qualsiasi altro orario potrebbe essere valido per #oldx
Vi state domandando chi potrebbe avere il pezzo che cercate con accanimento da tempo immemore?
Non conoscere il volto di un donatore lontano vi e' causa di turbamento?
Grazie a Francesco Sblendorio e' ora possibile trovare risposta a questi interrogativi! Recatevi a visitare il suo Retrocensimento e non esitate a registrarvi!
I sorgenti di questo documento sono realizzati in XML, utilizzando il DocBook DTD. La conversione in HTML e PDF e' ottenuta con Jade, la conversione in TXT con Lynx.
Manutenzione a cura di Cthulhu <cthulhu (at) rlyeh (dot) it>
Disponibile su:
Con la collaborazione di tutti i partecipanti di it.comp.retrocomputing, senza distinzione di marca, clock e memoria di massa.
Ringraziamenti particolari? Ma no, dai, veramente, mi mettete in imbarazzo...
"Ma come diavolo fate a trovare tutta quella roba?"
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Beh e' abbastanza semplice: ci sono vari modi ! Sveliamo ora qualche trucco del mestiere. 1) Innanzi tutto quando si e' in giro bisogna fare ballare gli occhi soprattutto alla sera nei giorni antecedenti l'asporto rifiuti. Non sai quanta gente butta via perche' non sa' piu' cosa farsene. 2) Visto quanto sopra e ipotizzando che non si puo' controllare tatta la citta' basta andare dove arriva la merce....... cioe' alla sede della societa' dedita all'asporto rifiuti. Normalmente c'e' un cassonetto dedito al contenimento di televisori, monitor, computer, videoregistratori, fotocopiatrici etc etc etc. Qui' con un po' di conoscenze e sperando che non ti sbattano fuori si puo' operare al prelievo. Un trucco per non dare troppo nell'occhio e' il seguente: ci si arma di materiale simile da eliminare, o se non lo si ha ce lo si procura cercando a fianco dei cassonetti i vecchi televisori che la gente butta via, ci si presenta al centro di smaltimento rifiuti e si getta il tutto, ma guarda caso si trova sempre sempre qualcosa in cambio, ne consegni tre e ne recuperi uno o due etc etc etc. 3) Si fa' una ricerce tra tutti i possibili rottamatti ed aziende che riciclano materieli ferrosi e non della zona. La resa: il punto 1 e il punto 2 sono praticamente a costo 0 lire. Il punto 3 dipende dalle capacita' contrattuali della persona. |
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| -- Paolo Binotti | ||
Di norma si TROVAVANO alle fiere, oggi potete anche risparmiarvi i soldi e il viaggio.
Che fare?!? Eh beh.. e' un bel guaio e non c'e' soluzione, a meno di non fare una furbata. :)
et voila'! :)Fate dei mucchi, MAI la macchina singola, prendete cavi, dischi etc. etc. Esempio :
Andateci spesso (ma non troppo), non piu' di una/due volte al mese (altrimenti rompete. :))
Periodicamente fatevi sentire cosi' non si dimentica di voi. :)
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Per i costi dipende dal peso e dai vettori impiegati: US Mail, US International Mail, UPS, FedEX, DHL. Considera che il meno caro e' la posta USA ma se non si usa la via aerea si viaggia con la nave e se ti va bene recuperi il tutto in circa 1 mese + o - per 15/20 libbre si e' a circa $20/35. Se vai con UPS FedEX o DHL i costi salgono notevolmente si arriva anche a $100.00 ma si riceve in circa 1 settimana. Per i dazi doganali: con la posta USA tutto dipende da dove arriva la merce e dal tipo di dichiarazione che hanno fatto alla partenza. La mia casistica e' la seguente: Se arriva a ROMA Fiumicino, il pacco viene aperto e controllato a puntino, si paga dazio piu' iva, prendono il costo in dollari dell'oggetto piu' le spese di spedizione fanno il cambio in lire applicano il dazio e sul totale viene calcolata l'IVA. A torta finita calcola il 20/25 % del valore dell'oggetto + spese di spedizione. Se la merce arriva a Milano Malpensa o Bergamo dipende dalle dichiarazioni doganali fatte alla pertenza. Se il pacco viene aperto dalle poste italiane per controllarne il contenuto e viene da essi richiuso si paga Lire 5000 per diritti doganali (4000 lire per i diritti doganali veri e proprii e 1000 lire per le spese di richiusura del pacco). Se arriva con la nave a Napoli il pacco e' aperto e si paga dazio ed IVA. Con UPS il pacco non viene aperto, si paga dazio e iva sul valore dichiarato all'atto della spedizione. Con FedEX il pacco non viene aperto, a volte si paga a volte no, non ho capito pero' il mistero. Con DHL il pacco non viene aperto e si paga dazio ed Iva. C'e' da dire che con questi ultimi tre vettori si viene contattati telefonicamente e si puo' anche rettificare il valore doganale con una richiesta scritta in cui si dichiara il valore ( che naturalmente puo' essere piu' basso ). Il trucco comunque in genere e' di riuscire a fare dichiarare che l'oggetto e' o non funzionante o e' per recuperare parti di ricambio etc etc e fare dichiarare che il suo valore e' inferiore alle 50000 lire italiane ( limite oltre il quale si fa' dogana ). |
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| -- Paolo Binotti | ||
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Il metodo piu' economico e' con le poste US ( www.usps.com ) via normale o via aerea. La via normale costa meno, ma ci mette di piu', se il pacco e' grande ( 50x50x20) viene spedito via nave e arrivera' a Napoli o a Genova dove fa' dogana. Via aerea arriva a Milano Malpensa o a Roma. Teoricamente quando arriva in dogana ci sono da pagare le tasse di sdoganamento+ il dazio+l'iva sul valore dichiarato dagli USA. Es 100 $ valore circa 230.000 si aggiunge il dazio ( 12-17 % su 230000), sul totale si calcola il 20 % di iva. Se il valore dichiarato e' inferiore alle corrispondenti lire italiane 45000 si pagano solo i diritti doganali di sdoganamento di lire 4000. |
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| -- Paolo Binotti | ||
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Le tasse di sdoganamento non sono il 12-17%, dipendono dalla tipologia con cui viene classificata la merce, ed al massimo raggiungono il 5%; il resto e' iva, spese postali ecc. Ad esempio i pezzi di ricambio, indicati come tali , hanno un tasso molto basso, mentre la categoria computer e' piu' cara (4.5%). Le paghi solo se il valore dichiarato supera il minimo che loro prendono in considerazione. L'inghilterra fa parte della CEE, anche se non partecipa alla moneta unica, quindi NON paghi l'iva. Attenzione pero', se sei una ditta, come nel mio caso, devi dichiarare gli importi con i moduli intrastat, affinche' l'importazione sia regolare. A volte infatti, per prendere un computer da 20 mila lire in GB, e' piu' il casino , tra accordi con il venditore che non si fida mai, banca che ti succhia il sangue per uno swift, dogana che sembra che trasporti droga e fisco che e' piu' il tempo che fa perdere che quello che effetivamente ti preleva in tasse. L'international money order e' un vaglia postale internazionale, costa circa 6.000 lire ma impiega un tempo incredibile per arrivare a destinazione. Con us cash ti richiedono di mettergli dollari americani dentro una busta e spedirla. |
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| -- Alberto Rubinelli | ||
E' simile ad un bonifico bancario.
Ci sono due strade da intraprendere.
Il bonifico arriva alla banca del venditore in media entro 24/48 ore.
2 Si utilizza il servizio offerto da BidPay ( www.bidpay.com )
Ci si registra con i proprii dati e il dato di una carta di credito.
Si conferma il tutto e i soldi arrivano direttamnete a casa del venditore.
Uso sempre questo metodo, rapido, efficace, e soprattutto mai avuto problemi.
Ah dimenticavo, costa molto meno che fare tutto dall' Italia.
Se non ho l'originale, devo fare una forma a perdere in balsa od altro materiale.
Il pezzo va poi rifilato ai bordi, eventualmente stuccato e scartato.
E' importante stendere alla fine una mano di vernice trasparente per fissare il colore.
Naturalmente, i risultati sono variabili a seconda del tempo che uno ci perde e dal tipo di oggetti.
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In un antico post, chiesi quali tecniche si potevano adottare per ricostruire parti plastiche sottoposte a pressioni (in quel caso gli agganci in plastica saltati del monitor del mio PowerBook 5300)... Ho trovato una soluzione, "Pattex" acciaio liquido della Henkel! Con questa colla bicomponente, ho ricostruito le parti in plastica che contenevano le parti filettate in ferro del monitor, adesso posso aprire e chiudere il mio PowerBook senza dover sudare freddo a ogni crik o suono sinistro prodotto dal suddetto. :)) Vi assicuro, era messo parecchio male, il tizio che lo aveva prima lo ha aperto con un cacciavite, spaccando TUTTI gli alloggiamenti delle viti! |
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| -- MuRdOcK | ||
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Io uso Pattex saldatutto mix, una resina bicomponente. L'ho usata per riparare diversi PC portatili con cerniere rotte (un paio di Thinkpad Ibm e alcuni Compaq), e funziona molto bene oltre ad essere una riparazione durevole. Dove mancano grosse scaglie di carrozzeria di plastica, ho trovato vantaggioso "annegare" nella resina delle piccole rondelle di ferro per aumentarne la resistenza ed evitare le colature (le rondelle tengono un po' piu' ferma la resina in posizione). Il grosso vantaggio di questa resina e' che non e' aggressiva con la plastica (non tende a scioglierla, come fanno altre) |
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| -- Paolo Canali | ||
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Nel mio lavoro precedente usavo una colla simile per produrre dei pannelli di rivestimento; per aggirare il "problema colore", aggiungevamo lo stesso alla colla, quando non era ancora allo stato solido e mescolavamo bene finche non diventava omogeneo, dopodich�stendevamo il tutto sulle parti interessate. Inoltre, se riscaldata, la sostanza che usavamo induriva in meno tempo. |
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| -- Simone DG | ||
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La cosa migliore da fare �comperarge una stazione di saldatura a temperatura variabile, ce ne sono di diversi tipo economiche e non... La caratteristica pi importante �che la punta sia sottile ed alimentata a 24Volts in modo da evitare di inviare alte tensioni sulla componentistica, la punta inoltre dovrebbe essere di rame e rivestita. Le stazioni un p�pi costoselle sono le Weller molto buone e funzionali.... io ho optato invece per una economica Konig che si vende presso la catena GBC e con cui mi trovo veramente bene... ha tutte le caratteristiche di cui dicevo prima e mi ha aiutato a riparare molte macchine... Tale attrezzatura ti servir�sia per saldare i componenti che per dissaldare... Per la prima necessit�basta solamente utilizzare un buono stagno, fare un p�di pratica e vai tranquillo... mi raccomando i circuiti integrati sostituiscili con uno zoccolo e poi mettici il nuovo integrato... ;) Per dissaldare io uso mettere un p�di stagno su un piedino alla volta degli integrati, sempre uno alla volta riscaldo nuovamente i piedini dopo qualche secondo ed aspiro con la pompetta succhiastagno... poi smuovo i piedini se rimangono leggermente attaccati alla MOBO e con un piccolissimo cacciavite faccio leva sino a che l'integrato esce fuori... poi "zoccolo" il tutto e inserisco il sostituto ;) Cos�ho riparato ad es. Apple ][c, Commodore 64SX, diversi C64... se hai pazienza ad aspettare qualche secondo per ogni piedino che dissaldi, le CPU escono fuori sane e salve... Per le SMD non ho da darti consigli in quanto non ho l'attrezzatura adatta e poi ti dir�che quel tipo di tecnologia mi sta gi�antipatica in quanto gi�troppo moderna per i miei gusti... :))) Esempio di questa tecnologia �il Commodore A600 che mi rifiuto di riparare... :))) |
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| -- Angelo Fonzeca | ||
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Dipende moltissimo (piu' di quanto si creda) anche dal tipo di scheda sul quale e' montato l'integrato. Una comune scheda a due strati (come quella del C64) non dissipa tantissimo il calore del saldatore, per cui e' piu' facile dissaldare gli integrati. Se prendi invece una 4 strati o peggio una 8 strati (Sun, Digital anche vecchi) allora sono dolori, perche' spesso basta allontanare per un attimo il saldatore e lo stagno si e' gia' solidificato. Comunque non e' difficile niente nella vita, basta fare pratica :-) Io consiglio solo di fare pratica con qualcosa a cui non si tiene tanto, ho infatti rovinato piu' volte qualcosa a cui tenevo molto per la fretta e la poca voglia di fare pratica. |
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| -- Francesco Messineo | ||
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[ Se qualcuno poi avesse anche delle foto esemplificative (chiedo troppo?) sarebbe eccezionale! ] Ti diro'... non servono poi a molto le foto. Basta provare un poco ed avere dei buoni strumenti, quindi scegliere un buon saldatore, spendendo qualche dindo in piu', di basso wattaggio (io uso un 25W, ma andrebbero bene anche meno, specialmente per le schede piu' delicate. Naturalmente cambia anche la temperatura raggiunta e quindi la possibilita' di sciogliere correttamente le varie leghe di stagno che, piu' sono scacie, piu' richiedono temperature elevate. Non chiedermele, non le so :-), e seguire alcune indicazioni:
Per dissaldare, basta comprarsi un succhiastagno, magari con punta intercambiabile (se si rovina quella non c'e' piu' una corretta aspirazione), da affiancare al saldatore. Se serve, anche una treccia. Se hai voglia di sperimentare, hai buona manualita' e mano ferma, anche una pistola sverniciatrice potrebbe essere utile per dissaldare integrati in maniera piu' spiccia, come si e' chiarito, ma qui vale molto la pratica, piu' che la grammatica. Se si ha un buon succhiastagno e saldatore, a volte la treccia e' inutile, dato che il succhiastagno ha abbastanza potere aspirante per rimuovere completamente lo stagno (sciolto in maniera ottimale dal saldatore). In questi casi, il processo e' veramente veloce, dovendo fermarsi solo per liberare il succhiastagno dalla saldatura aspirata. La treccia serve in quei casi in cui posizionare il succhiastagno e' difficile o impossibile ed il suo utilizzo e' molto semplice: basta, con il saldatore gia' in temperatura, posizionarla sopra la piazzola da dissaldare e quindi appoggiraci sopra la punta del saldatore. Lo stagno fuso si spandera' tra le maglie della treccia e liberera' la piazzola. A volte serve muovere (senza premere troppo, naturalmente) la punta del saldatore per far aderire meglio la treccia alla forma della saldatura da rimuovere. Una volta che il pezzo di treccia e' intriso di stagno, basta tagliare il pezzo. Le treccie vengono vendute in piccoli dischi di plastica, dei rocchetti con circa 1/2 metri di treccia di varia larghezza (io ho qui un 2mm). |
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| -- Daniele Lena | ||
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Nulla di pi semplice...avete bisogno di ricostruirvi un flat introvabile? Magari di quelli a "saldare"? Prendete due nastri di scotch, magari da pacchi e trasparente, ed un motorino elettrico bruciato, o dei fili di rame molto sottili come quelli nelle elettrocalamite nelle cuffie? Gli indotti, forniscono filamenti sottilissimi e flessibili. Stendeteli sul uno dei nastri, lato adesivo, ed disponete le file a seconda delle vostre esigenze. Chiudete ora con l'altro pezzo di nastro, sempre lato con colla, in maniera da fare:
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| -- Giuseppe Gigante | ||
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Cosa occorre: spezzone di Cavo flat, nastro adesivo, tanta pazienza! Prima di tutto occorre trovare il punto di rottura: a volte si consumano nei pressi del connettore della scheda madre, in questo caso basta tagliare 3mm di membrana per rifare il filo avendo prima staccato lo spessore di plastica che poi andra naturalmente reinserito. Altro punto dove si rompe facilmente e invece nei pressi della tastiera specialmente il flat con i 5 contatti sul 48K gommoso: Infatti il flat deve passare a pelo del modulatore TV e se quando si richiude non ci si assicura che il flat non rimanga sotto di esso, deve fare una piega di 180 gradi e quindi,specialmente dopo un po di tempo si puo' danneggiare.. Prendete il cavo flat e spelate dei pezzettini di circa un cm e stagnateli dopo di che preparate un pezzetto di nastro adesivo e sistemate perallelamente sul lato adesivo questi pezzettini equidistanti con il solito passo delle piste presenti sul flat della membrana. Trovato il punto rotto occore aprire i due fogli con delicatezza, ed applicare lo scotch sul lato del piste, richiudere i fogli e applicare due strisce di nastro lungo la costola del flat, cosi facendo il flat non si apre piu' e diventa anche piu' robusto. Ricordo nuovamente di stare attenti nel momento della chiusura della tastiera che il flat non vada sotto il modulatore. |
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| -- DB/S4E | ||
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In genere fra la cpu e' il dissipatore c'e' (dovrebbe esserci) una pasta al silicone, che, oltre ad assicurare l'adesione meccanica, ha un'alta conduttivita' termica e quindi permette di trasferire il calore dalla cpu al dissipatore stesso. Toglierla e sufficientemente semplice: usa del filo di rame sottile, scaldato (ad esempio con il saldatore), e fallo passare fra il dissipatore e la cpu. Non esagerare con la temperatura. **Non** usare cacciaviti o altre leve: e' vero che con una leva si puo' sollevare il mondo, ma con un metodo simile la cosa piu' facile che puoi fare e' rovinare il case del chip. Per togliere la pasta al silicone rimanente: se il case della cpu e' ceramico, puoi usare l'acetone. Se e' plastico NON usare l'acetone. Io non ho mai provato, ma credo che l'alcol isopropilico dovrebbe andar bene. Oppure pulisci sfregando con una spugnetta asciutta. |
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| -- Sabino Maggi | ||
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Comunque il risultato migliore si ottiene con un filo di nickel cromo (se non sapete dove trovarlo sacrificate sull'altare del retrocomputing una resistenza a filo di potenza) e con un alimentatore variabile, per regolare la corrente che circola nel filo in modo che non possa fondere ma nemmeno restare freddo. La corrente ovviamente dipende dalla sezione del filo, dalla sua resistivita' (non e' detta che sia proprio di nichel cromo, altrimenti sarebbe una costante) e dalla sua lunghezza, oltre che naturalmente dalla tensione che applicate. Io di solito uso un alimentatore da laboratorio, mi metto sui 6V e poi regolo la corrente. Altra cosa ottimale e' utilizzare un archetto, io uso un ex archetto da traforo di quando ero bocia, per tenere in tensione il filo, altrimenti quando si scalda si allunga. Attenzione ai vapori emanati dalla colla che brucia sciolta dal filo, non respirateli, perche' alcuni, come quelli sviluppati dalle resine cianoacriliche, sono tossici. |
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| -- Alberto Rubinelli | ||
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Io usavo una tecnica molto simile a quella della carta stagnola. Dopo aver separato i "fogli" della membrana che, se non ricordo male, sono tre: i piu esterni reggono le piste, quello interno, forato in corrispondenza dei tasti, fa da isolante e distanziatore tra le piazzole, in corrispondenza della pista/piazzola rotta inserivo un pezzetto di cuki alluminio (si, quello con cui le nostre mamme avvolgevano il pollo....). Sulla striscia di cuki inserita attaccavo una striscia di scotch che avevo precedentemente bucato con un bucatore per cuoio (cioe con quell'attrezzo usato dai calzolai per fare un buco supplettivo nella cintura dei calzoni). La striscia di scotch svolgeva la funzione della membrana intermedia: distanziatore e isolante e inoltre evitava che la striscia di cuki si spostasse con l'uso della tastirea, ormai riportata a nuovo. |
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| -- Mario Graziani | ||
Come recuperare delle batterie scariche attraverso l'uso di condensatori elettrolici.
Metodo empirico applicabile SOLO alle seguenti batterie ricaricabili:
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La mia esperienza dice che e' meglio pulire accuratamente le slitte e non mettere altro. L'olio od il grasso alla lunga (leggi per prolungato inutilizzo) tendono a raggrumare, ad ossidarsi e cristallizzare. Certo oggi ci sono nuovi prodotti anche spray a base siliconica con vari additivi che si trovano nei negozi di elettronica e che vanno bene, ma bisogna agire con oculatezza e parsimonia. Per la meccanica dei drive dei floppy per esempio ho trovato che ogni lubrificazione e' dannosa, ma ovviamente ci sono altre meccaniche piu' esigenti. Ho sempre sentito parlare del mitico olio lubrificante usato dagli orologiai (mi sembra che una volta fosse prodotto pertendo dagli zoccoli dei cavalli !), ma purtroppo non l'ho mai "visto". |
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| -- Giorgio Morocutti | ||
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Col Silikon Spray di Arexons mi trovo bene, va usato senza eccedere. Non saprei dirTi la sua durata nel tempo, non sar� eterno - ma nessun lubrificante lo � Rispetto all'olio lubrificante generico �ottimo perch�non unge e non diventa un grumo di polvere e sporcizia dopo 3 giorni. Inoltre �adatto (specifico) per le boccole in plastica. |
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| -- Poeta | ||
Armatevi di spray disossidante, e date una spruzzata ad ogni connettore che potete vedere.
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Poco ortodossa ma ha funzionato per 4 Mac su 5.
Con questo "metodo" ho recuperato stabilmente un Se/30 e tre Classic. |
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| -- Enrico | ||
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Sapone Marsiglia e spazzolino di plastica: risultati garantiti! |
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| -- Davide G. Borin | ||
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Io uso un prodotto tedesco che distribuisce una ditta di Bolzano: lo chiamano volgarmente "pulitore universale", ma il nome chimico e' losoxinat forte. E' a base naturale, acido citrico ed altre cose del genere, va diluito moltissimo e costa 28.000 a bottiglia da 1 litro. Ho cominciato ad usarlo per pulire i monitor infognati dei clienti, ed il risultato e' superlativo, idem con le tastiere. |
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| -- Alberto Rubinelli | ||
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Io uso il Cif, quello in crema: �un "detersivo" per piastrelle e pavimenti. Essendo a base di ammoniaca, sbianca praticamente tutto (plastica compresa). Sono riuscito ad ottenere dei buoni risultati, ma contro la plastica ingiallita dal sole, c'�poco da fare... |
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| -- Marco Bottari | ||
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Bref Professional. Lava e smacchia, pure la nicotina. |
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| -- Giuseppe Gigante | ||
Ovviamente no, forse qualcosa si puo' fare:
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Per la plastica ingiallita l' unica soluzione e' la trielina ma va usata con un carta assorbente che non speli altrimentivi rimane la carta attacata alla plastica sulla parte ingiallita dal solo dovrete fare "solo" una passata con il panno molto inzuppato poiche' alla seconda vi si sciupa la plastica la pressione deve essere forte e decisa. In questo modo potetetornare al colore originale. State attenti perche' si rischia di fareun vero porcaio. Io ho rivisionato una ventina di monitor "abbronzati" Pakard Bell (Erano stati in una fiera in Olanda sotto il Sole) dopo i primi due che sono venuti una schifezza gli altri sono venuti bene. Vi consiglio di fare delle prove su delle parti non in vista |
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| -- Davide Barlotti | ||
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Vi volevo segnale questo prodotto per pulire la plastica "ingiallita": Si chiama G.R.S. ed e' un prodotto professionale per la pulizia (me lo ha dato mio padre che ha un' impresa di pulizie). Questo prodotto (deve essere una mistura con una percentuale di acido muriatico !!) lo dovete spruzzare sulla plastica lasciare agire per circa 1 minuto e poi pulire. Vi assicuro che e' il prodotto piu' indicato per togliere il giallo senza arrivare a sciupare la plastica cosa che invece puo' succedere con la trielina |
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| -- Davide Barlotti | ||
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Se volete una dritta: lavare le schede accuratamente con il solvente che si usa per il lavaggio dei motori ( moto, auto ) senza lasciare immerso il tutto per piu' di 10 minuti, indi sciacquare abbondantemente in acqua corrente fintanto che l'acqua di scolo non appare piu' color latte. Assciugare con aria compressa e il tutto torna come nuovo. Il trattamento funziona anche per togliere qualsiasi traccia di pasta ossidante, colla di etichette, rudo di molteplice tipo etc tec. Fermo restando che l'optimum per le etichette incollate e' la comune benzina super. |
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| -- Paolo Binotti | ||
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Gia' altri ti hanno risposto che non esiste un metodo realmente efficace, ma vorrei aggiungere che secondo me e' concettualmente sbagliato tentare di sbiancare un vecchio oggetto in plastica, ed in particolare quello di un computer come l'A500/1200 o un Macintosh (altro retrocomputer che tende notevolmente a ingiallire); e' come voler ridipingere con una lacca sintetica un mobile di legno antico o sabbiare una statua di marmo per farla tornare "come nuova" (come fanno certi presunti restauratori). L'ingiallimento (ma non lo sporco, ovviamente!) e' il frutto del naturale declino della plastica e segnala l'eta' e l'usura dell'oggetto. Fa parte della sua storia e non mi sognerei mai di toglierlo (rovinando comunque la finitura superficiale, tra l'altro). |
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| -- Pcan | ||
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Secondo me, se veramente vuoi bene a quella macchina li, la cosa migliore da fare �lasciarla cos�come � Non si pu�bloccare il processo di invecchiamento della plastica ed usare la trielina e' molto pericoloso, sia per la plastica stessa che per la tua salute. Accetta il tuo amiga giallastro, che oltre a tutto sa anche di vecchio e quindi ha quel fascino in pi che i retrocomputers hanno. |
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| -- Lorenzo Fongaro | ||
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Io in un recente passato ho usato due prodotti (sono fortunato, ho solo un amiga600 un po' ingiallito, il resto �ok): 1 - CIF crema...il risultato non era sempre quello che cercavo, in compenso i computer profumavano di limone per un paio di giorni. :o) 2 - un prodotto della MA-FRA per lavare le carrozzerie delle auto. non �quello che si trova negli ipermercati, me lo aveva fatto provare un amico che aveva un autolavaggio, infatti questo veniva venduto solo in taniche da 30 litri e per essere usato andava abbondantemente diluito, andava applicato e dopo un paio di minuti andava lavato via (�"leggermente" corrosivo, anche per la vernice delle auto, funziona quasi come il polish). questo, se usato con criterio, da buoni risultati e non rovina le plastiche. |
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| -- Simone DG | ||
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Per togliere le etichette dalle videocassette (quelle professionali hanno delle etichette molto grandi) io ho ancora una boccettina di un aprodotto che si chiama "Ragolabel" della milanese Ragom, che produce tra l'altro spray per la pulizia di schede e chassis, nonche' parecchie altre cose carine. |
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| -- Darmok | ||
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IO utilizzo il phon! ;) |
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| -- Donatello Rizzo | ||
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Il sistema migliore e infallibile per togliere le etichette incollate e' la comune benzina verde o rossa. Toglie qualsiasi genere di colla. |
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| -- Paolo Binotti | ||
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Io faccio una o due foto delle suddette etichette, per testimoniare lo stato di arrivo, e poi elimino immediatamente con il Neosol 5 |
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| -- Alberto Rubinelli | ||
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Marca: CRC. Scolla Etichette Label Off. Scioglie il collante degli autoadesivi e altri. |
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| -- Marco RHPS | ||
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Io utilizzo un prodotto a base di alcol isopropilico: si chiama TERGITUTTO-TERGEX della SUTTER. Basta inzuppare l' etichetta e scioglie qualsiasi adesivo. E' migliore dell' alcool etilico perche' non evapora velocemente, ma non va assolutamente usato su superfici di plastica nere e rugose, in quanto contiene un lucidante (bianco) che lascierebbe striature. E' ottimo anche sull' inchiostro delle biro. |
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| -- Rick69 | ||
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Usando il solvente per lavaggio motori sulle parti in plastica bisogna fare molta attenzione, ci sono delle plastiche che si ammorbidiscono, specialmente se il solvente e' nuovo, quindi fare il lavoro... in fretta. |
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| -- Paolo Binotti | ||
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Di solito un buon rimedio casalingo che pochi conoscono � l'applicazione (con l'aiuto di un pezzo di stoffa vecchia) di una bella strofinata di olio (o d'oliva o minerale, tipo quello per le macchine da cucire, o anche olio paglierino per mobili) direttamente sulla colla dell'adesivo e facendo un po' di movimenti concentrici, asportare la colla. Funziona molto bene. Bisogna poi asciugare l'olio in eccesso con lo straccio o la carta assorbente ed eventualmente pulire con una spugna leggermente schiumata. |
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| -- Bricci | ||
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Io uso il kerosene, previo ammorbidimento dell'etichetta con acqua e grattatura unghifera della maggior parte della carta. Funziona benissimo. Anche la benzina va bene. Assolutamente proibito l'acetone (scioglie il polistirolo e varie altre plastiche), il diluente nitro (idem) e anche l'alcool che talvolta opacizza se lasciato li' troppo tempo. Il puzzetto e l'untuosita' residui li togli poi con acqua e detersivo, o con un batuffolo imbevuto d'alcool (passata veloce). |
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| -- Robby | ||
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Bando all'acquaragia e alle benzine troppo aggressive... "Leva Etichette", spray da 150 ml, della "Talken Color" di Legnano. Prodotto che gi�ho menzionato qui, dal buon profumo di agrumi (ho il sospetto cher contenga olii essenziali) e che ha un potere scollante assolutamente stupefacente, ed in pi non lascia residui appiccicosi, dato che ingloba la colla e la fa staccare con un semplice straccetto! :)) Un piccolo problema ce l'hai se devi reincollare un'etichetta, nello stesso punto della pulizia, successivamente: �pressoch� impossibile! :(( Forse con uno sgrassatore potente (ammoniaca o solvente organico blando) si pu�ottenere qualche successo...? *** Disclaimer: NON rappresento minimamente la ditta qui menzionata, ma la ritengo validissima per il suo prodotto eccellente! *** |
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| -- Bricci | ||
Io *ODIO* chi fuma e chi scarabocchia a penna direttamente sulla plastica:
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Oggi ho trovato una buona soluzione per togliere le macchie indelebili dai cabinet dei miei beneamati. Mi sono comperato una matassa di lana ferrosa, quella che usano i restauratori di mobili per togliere le macchie. E' una specie di cotone ferroso che gratta via con estrema delicatezza e non rovina i cabinet. Il nome non lo conosco, l'avevo presa per restaurare un mobile al Leroy Marlin di Brescia. La uso a secco ed e' ottima sia per le parti in plastica che quelle ferrose. Essendo incredibilmente fine, bisona stare attenti che durante l'uso perde un p. di polvere ferrosa, occhio ai contatti. Per le parti in ferro o i contatti elettrici, toglie completamente l'ossidatura. Serve un momento di pazienza ma da dei risultati veramente eccezionali. |
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| -- Cesare Marini | ||
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Di solito per togliere l'indelebile utilizzo un solvente per sciogliere l'inchiostro, e poi acqua saponata per togliere. |
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| -- Alberto Rubinelli | ||
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Per le tastere e' tassativo smontarle pezzo a pezzo, togliere tutti i tasti lascairli in ammollo per 30 minuti in acqua tiepida con un pizzico di sapone liquido neutro, indi spazzolarli uno a uno con un pennello a setole corte e dure e il gioco e' fatto. Diventano nuove. |
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| -- Paolo <Yoghi the Bear> | ||
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Rimedio Gigante #2: dopo aver irrorato con aria compressa il touchpad (piano!), per eliminare il pulviscolo, prendi una penna biro, o una bacchetta d'ambra, strofinala con un panno di lana, ed avvicinala al touch passandola delicatamente moltto vicino ai bordini della superfice... |
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| -- Giuseppe Gigante | ||
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Per una pulizia generica delle superfici (in particolare contro la nicotina) io ho trovato un prodotto che e' una cannonata: FULCRON della Arexons. Sinceramente trovo che sia molto piu' efficace di molti solventi (trielina, acetone, acqua ragia) e molto meno dannoso (non attacca la plastica ne' emana miasmi). Andrebbe diluito, ma io lo applico a spray e poi spazzolo con spazzolino a setole dure. Avvertenza: prima di sciacquare, bisogna lasciare agire il prodotto su tutta la superficie in maniera uniforme (spazzolare bene) altrimenti, se spruzzate e sciacquate subito, succede che rimane l' alone pulito dove avete spruzzato il prodotto, e il resto rimane sporco e nemmeno asciugando e ripassando il prodotto si riesce a riscioglierlo. La nicotina e' veramente il suo mestiere! :) |
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| -- Rick69 | ||
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A tal proposito, io lascio agire del normalissimo alcool denaturato, versato direttamente sul case, oppure spugnato delicatamente con uno straccio ben imbevuto. I cavi li passo con il medesimo straccio stretto nel pugno, ma stando attento a non stirarli, altrimenti c'�il rischio di snervarli oppure, peggio, di interromperli all'interno, irreparabilmente. Un buon lavoro lo fa il sapone di marsiglia. E' un ottimo sgrassante, assolutamente inerte sulla plastica, e toglie anche le "manate" sporche del maneggio durante il trasporto/smontaggio. Sempre il solito straccio o spugnetta telata (quadrate e sottili, dette panno-spugna) ben passata con la saponetta di Marsiglia e poco acquosa, fa una schiuma molto densa e assolutamente efficace! Poi, il non plus ultra, �un vecchio spazzolino |