Nel tempo, questi modelli che hanno visto la luce:
VAX-11/725. Un VAX-11/730 reinscatolato, comprendeva un disco di sistema.
VAX-11/785 (Superstar). La versione ammodernata con tecnologie TTL dell'11/750.
VAX-11/784 (VAXimus). Versione a 4 CPU dell'11/780, ne furono fatti non piu' di cinque.
Ultrix-32. Lo Unix della Digital, derivato dal VM/UNIX 4.2 BSD di Berkeley.
MicroVAX 3800/3900 (Mayfair III). Basato sul chip CVAX+, una versione migliorata del CVAX.
VAX 6000-300. CVAX+ e bus XMI, pensata per applicazioni di data wharehouse.
VAX 6000-400. Utilizza il chip Rigel e implementa le modifiche necessarie per il calcolo vettoriale.
DECwindows. L'interfaccia X standard di Digital, su VMS ed Ultrix.
VAX 6000-500. Basato sul chip Mariah, raddoppia le performance della serie 6000.
DECnet phase V. Pensata sullo stack ISO/OSI e compatibile con TCP/IP.
Di particolare interesse domestico risultano le VAXstation 2000, piccole scatolette piuttosto lente ma dalla personalita' tipica di un VAX. Dotate di dischi MFM e di una quasi-SCSI per il tape (particolari versioni dei TK50 muniti di interfaccia SCSI), sono considerate i VAX portabili. Piu' utilizzabili invece le serie 3100 e 4000, le dimensioni desktop li rendono facilmente accumulabili e l'utilizzo di periferiche SCSI semplifica il processo di espansione (che, a seconda dei modelli, puo' risultare piu' complesso per quanto riguarda la RAM). Denominata "pizza box", la VAXstation 4000 VLC e' la piu' piccola della famiglia, con una potenza sufficente a renderla piu' che utilizzabile anche come piccolo server. La disponibilita' di interfacce SCSI non inganni, alcune accoppiate di VAX e versioni di VMS non gradiscono particolarmente periferiche non rimarchiate Digital. Tuttavia ogni modello di queste categorie incorpora un interfaccia Ethernet.
Una piccola nota meritano i TK50 ed i loro fratelli maggiori TK70, i tape da cui derivano i moderni DLT. Scatolette a pianta quadrata denominate CompacTape, le cartucce contengono una sola bobina: l'altra e' nel tape. Piuttosto sensibili alla polvere e' facile trovarsi con un nastro completamente srotolato in presenza di un lettore difettoso. Solitamente associati ad un proprio controller Q-Bus, esistono anche con interfaccia SCSI (fa parte della famiglia il TZ30) o con altri tipi di interfacce poco note (installate su alcune versioni delle VAXstation 2000). Non sono ovviamente l'unico supporto a nastro utilizzato dai VAX nella loro lunga storia, se pero' esiste un elemento folcloristico ad essi associabile, e' questo senza dubbio.
Per ottenere una licenza di tipo hobbyistico, bastano questi semplici passi:
registratevi presso Encompass, l'evoluzione di quello che un tempo era il DECUS;
richiedete presso il sito di Montagar la licenza base e le licenze per i pacchetti aggiuntivi;
ordinate il CD con OVMS, eventualmente la raccolta di freeware. Consigliata carta di credito, ma sono solo 37$.
Le licenze hanno durata un anno, sono rinnovabili gratuitamente. E, ovviamente, sono valide solo per uso non commerciale del sistema.
Al progetto Hobbyist prendono parte, oltre a COMPAQ, altri produttori di software, per cui e' possibile provare altri stack TCP/IP, o programmi di deframmentazione.
Un ottimo WEB server, l'OSU HTTPD, e' disponibile free. WEBALIZER e ANALOG girano anche su VMS. Tra gli altri, mi vengono in mente PERL, VI, GCC, SAMBA, WGET, CDRECORD.
Se poi VMS proprio non vi piace, o la macchina che avete recuperato non e' in grado di usarlo (se facevano parte di un cluster, potevano contare su risorse condivise che ora non hanno in quantita' adeguata - vedi HDD!), NetBSD e' in grado di funzionare su alcuni modelli.
Ah, un ultima cosa! E' probabile che non sappiate quale sia la password dell'utente SYSTEM (che, per far un analogia, di solito e' cone dire 'root' su uno unix)... beh, dato che avete accesso alla console, c'e' un modo per ovviare a questo. Consultate le FAQ disponibili a partire dal sito ufficiale di OpenVMS, e scoprirete come aggiare questo che, dopo tutto, e' solo un piccolo ostacolo.